15/04/2012 - GENOVA

Quanti discorsi in questi giorni, sembra impossibile che un evento così tragico si possa trasformare per molti in una splendida occasione per accedere alla cronaca, per ostentare commozione e per far parte, in qualche modo, di una situazione mediatica tanto commovente quanto importante. Ascoltando le interviste sembra enorme il numero degli allenatori che hanno seguito i primi passi di Piermario, che lo hanno aiutato, che ne hanno permesso la crescita umana e sportiva..... Non sono poche le giovani vite interrotte senza un perchè, nel pieno di una attività che dovrebbe dare gioia e salute a se stessi e ai propri tifosi. Non dimentichiamoci che non è solo il campionato di calcio della massima serie a piangere la perdita ingiusta di questi giovani "amici", ma sarebbe impossibile avventurarci in un discorso globale dal quale non escludere nessuno per riuscire a tributare ad ognuno di loro il giusto ricordo. Vogliamo solo spendere poche parole per un ragazzo semplice sul quale il destino ha scelto di accanirsi da sempre e in modo totale. Il primo tragico aspetto sta nello scoprire, per la maggior parte del pubblico, quanti valori si perdano improvvisamente con la scomparsa di un ragazzo anonimo ai più fino a ieri, valori di cui ignoravamo l'esistenza e lo spessore. Sembra che solo la morte, specie se "in diretta", riesca ad aprire la finestra su una vita terribile e splendida della quale quasi nulla sapevamo. La storia di un ragazzo che anzichè frequentare il Billionaire tornava, nei momenti liberi, al suo paese, che coltivava un rapporto di coppia vero e semplice anzichè inseguire veline o aspiranti tali con l'intento di aggiudicarsi le copertine di "Chi". Molto banale e retorico tutto questo.... eppure siamo certi che i luoghi comuni si rincorreranno vertiginosamente in modo analogo alla prossima triste occasione. Lasciamoci tutto questo doveroso sfogo alle spalle per fermarci ad abbracciare con affetto vero un ragazzo dagli occhi profondi, dolci e tristi, le cui incredibili sofferenze non gli hanno permesso di farsi conoscere da noi altro che per quello che ha dato in campo ma che, come sempre, la morte ci ha restituito con tutti i suoi valori umani, e che sempre con la morte ci ha fatto giungere la notizia che il suo cuore, prima di tradirlo, è sempre stato blucerchiato, chi lo avrebbe detto.... In questo mondo ipocrita dove ogni calciatore approda occasionalmente ogni anno alla "squadra che ha sempre sognato"... in cui i procuratori dettano le regole dell'amore a prima vista verso ogni maglia che si indossa.... bene in questo mondo c'era un ragazzo che esponeva liberamente la sua ammirazione e la sua passione per una bandiera ben precisa, e che non era nemmeno una di quelle bandiere "solite" dal blasone super partes, non poteva che essere, ancora una volta, un sentimento vero e non strumentale.... Piermario insomma. L'appartenenza ai nostri colori ci inorgoglisce.... che un ragazzo simile volesse vedere blucerchiato prima di addormentarsi e appena alzatosi al mattino ci apre il cuore è vero ma, anche se i colori non fossero stati i più belli del mondo ci piace pensare alla semplice bellezza di questo aspetto... Piermario non si preoccupava poi troppo di dover essere l'amante occasionale di questo o quel colore.... era un professionista, era autentico ed era un "ragazzo". A Lui e alla sua famiglia sfortunata vogliamo testimoniare tutto il nostro amore. Davanti a Totò Di Natale e alla sua società invece non possiamo che rimanere ammirati, in mezzo al fiume di parole che da alcuni giorni invade schermi e carta stampata c'è chi ha compiuto gesti incredibili, da amico come ne esistono più nelle canzoni che nella vita.... Totò ha segnato il goal più bello di tutta la sua vita, e qualcuno da lassù sarà fiero di avere meritato amici di questo spessore.
